I dolori del giovane Werther
Autore: Goethe
Mi è capitato tra le mani, in questi giorni, “I dolori del giovane Werther”, letto secoli fa e lasciato a prendere polvere in libreria. Devo dire, però, che all’ennesima lettura, non è cambiato niente: è uno di quei libri che leggi e rileggi mille volte e alla fine provi sempre le stesse forti emozioni. E proprio questo romanzo epistolare, di emozioni te ne fa vivere tantissime. Sono pensieri e sentimenti che il protagonista prova e che cambiano e crescono durante il corso di tutta l’opera, riflettendo l’immagine di un vero innamoramento.
Non so se c’è qualcuno, oltre a Goethe, che è stato in grado di descrivere quel che accade durante questo processo in maniera così poetica e al tempo stesso realistica.
Come al solito, finisco per consigliarlo ai giovani, perché credo che i libri possano insegnare molto. Soprattutto ora che ci troviamo in un mondo dove trovare il vero amore sembra qualcosa di impossibile, in una società poco sognatrice e poco poetica, nella quale se i nostri ragazzi non trovano la frase d’amore nella canzone rap del momento, non riescono a esprimere i loro sentimenti.
Anche se poi quel che accade dopo è qualcosa di tragico e non proprio un lieto fine... Sì, dobbiamo forse affrontare l’argomento del suicidio. Werther ne parla già all’inizio, quando litiga con Alberto, il fidanzato di Carlotta, la donna di cui è innamorato. I due uomini discutono con ardore, mostrandosi l’uno l’opposto dell’altro: il giovane sognatore innamorato che pensa in grande e campa di rendita, contro il lavoratore (anche se ha un buon posto di lavoro) che rappresenta i “non intellettuali”, anzi gli “intellettuali fino a un certo punto”, quelli che sanno quello che sanno perchè lo devono sapere per convenzione e che reputano, ovviamente, il suicidio il peccato più grande. Al contrario, Werther sostiene che in quell’atto estremo, se lo si compie con giuste motivazioni, può esserci un qualcosa di positivo: il vero trionfo dell’amore. Poi, nel corso della trama, che s’infittisce pagina dopo pagina, vedremo come questi sono temi ricorrenti e situazioni realmente vissute dai diversi personaggi... ma non voglio dirvi di più: perchè devo raccontarvi il finale? Leggetevelo!
Mi è capitato tra le mani, in questi giorni, “I dolori del giovane Werther”, letto secoli fa e lasciato a prendere polvere in libreria. Devo dire, però, che all’ennesima lettura, non è cambiato niente: è uno di quei libri che leggi e rileggi mille volte e alla fine provi sempre le stesse forti emozioni. E proprio questo romanzo epistolare, di emozioni te ne fa vivere tantissime. Sono pensieri e sentimenti che il protagonista prova e che cambiano e crescono durante il corso di tutta l’opera, riflettendo l’immagine di un vero innamoramento.
Non so se c’è qualcuno, oltre a Goethe, che è stato in grado di descrivere quel che accade durante questo processo in maniera così poetica e al tempo stesso realistica.
Come al solito, finisco per consigliarlo ai giovani, perché credo che i libri possano insegnare molto. Soprattutto ora che ci troviamo in un mondo dove trovare il vero amore sembra qualcosa di impossibile, in una società poco sognatrice e poco poetica, nella quale se i nostri ragazzi non trovano la frase d’amore nella canzone rap del momento, non riescono a esprimere i loro sentimenti.
Anche se poi quel che accade dopo è qualcosa di tragico e non proprio un lieto fine... Sì, dobbiamo forse affrontare l’argomento del suicidio. Werther ne parla già all’inizio, quando litiga con Alberto, il fidanzato di Carlotta, la donna di cui è innamorato. I due uomini discutono con ardore, mostrandosi l’uno l’opposto dell’altro: il giovane sognatore innamorato che pensa in grande e campa di rendita, contro il lavoratore (anche se ha un buon posto di lavoro) che rappresenta i “non intellettuali”, anzi gli “intellettuali fino a un certo punto”, quelli che sanno quello che sanno perchè lo devono sapere per convenzione e che reputano, ovviamente, il suicidio il peccato più grande. Al contrario, Werther sostiene che in quell’atto estremo, se lo si compie con giuste motivazioni, può esserci un qualcosa di positivo: il vero trionfo dell’amore. Poi, nel corso della trama, che s’infittisce pagina dopo pagina, vedremo come questi sono temi ricorrenti e situazioni realmente vissute dai diversi personaggi... ma non voglio dirvi di più: perchè devo raccontarvi il finale? Leggetevelo!
Voto: 5/5
Consigliato: principalmente ai giovani, e in generale a tutti coloro che credono di conoscere l’amore.
Consigliato: principalmente ai giovani, e in generale a tutti coloro che credono di conoscere l’amore.

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