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L’incognita T

14:20:00 Unknown 0 Comments Category :

Il tempo, quanto di più affascinante e complesso possa esistere, così preciso e infinitesimale da non aver pari in nessuna circostanza.
Quando si affronta questo argomento una domanda sorge spontanea: è il tempo padrone dell’uomo o è l’uomo padrone del tempo?
Al giorno d’oggi è facile rispondere, basta guardarsi intorno per vedere la gente come in trappola, che corre di qua e di là per fare il più possibile, per poi avere del tempo, appunto, per se stessi.
Ragioniamo un attimo su queste ultime parole: tempo per se stessi. Il bisogno impellente dell’uomo di allontanarsi dalla solita monotonia e fretta, per rilassarsi e svagarsi senza pensare a nulla di esterno al proprio luogo di relax, come mettere il resto del mondo, o meglio il tempo, in pausa.
Purtroppo, però, questo continua a scorrere, le lancette si spostano e anche il momento di quiete termina e si riprende la corsa.
Ma come si è arrivati a tutto questo? E soprattutto, avrà mai una fine?
Infinite domande, infinite ma incerte risposte, sono più che altro tesi, ipotesi nella speranza di mettere un punto a questi complessi interrogativi.
Svater si è espresso in merito, sostenendo che il tempo finirà quando “verrà il giorno che metterà fine ai giorni” e ancora “l’istante oltre il quale termineranno le vicissitudini”.
Non si può dire che si tratti della scoperta del secolo, ma almeno il filosofo spagnolo ha dato il suo contributo in questa difficile questione.
Tutto quello scritto in precedenza, comunque, è dettato dalla praticità, dal mondo vissuto al giorno d’oggi, dove chi si ferma non trova più il suo posto, soprattutto dal punto di vista lavorativo. Sembra il classico gioco delle sedie alle feste dei bambini, dove però le persone in gara sono troppe e le sedie davvero poche.
Michael Althsuler, rema contro questa concezione di tempo come trappola per l’uomo e afferma: “La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei tu il pilota”.  Tutto vero? Più o meno.
Il tempo, sì, non si ferma mai, ma proprio perché è ingovernabile.
Sentirsi in grado di dominare un qualcosa di così grande è solo un’illusione, un’utopia dell’uomo. E’ chiaramente impossibile.
Sono tanti i film o le serie TV dove registi e sceneggiatori si dilettano nel dare la loro libera interpretazione a questo “fenomeno”, immaginando del sovrannaturale, con fessure spazio-temporali tramite le quali si incontrano persone del passato, del futuro o alieni.
Una casa, però, certa è detta dall’affarista Harvey Mackay: “Il tempo è gratis ma non ha prezzo. Non puoi possederlo ma puoi usarlo. Non puoi conservarlo ma puoi spenderlo” e soprattutto “una volta che l’hai perso non puoi più averlo indietro”.  Una perla di saggezza come poche, non c’è che dire; tutte cose vere e per niente illusorie, mirano al pratico e valgono dal generale al particolare.
Mackay sprona a donare il proprio tempo a chi più lo meriti e, al di sopra di tutto il resto, di non sprecarlo per ragioni futili e di investirlo per migliorare e per fare buone azioni.
C’è un unico tentativo da fare, non per governare il tempo, ma per essere in equilibrio con esso, ed è esserlo con se stessi. Aggiustare le lancette del proprio orologio personale e imparare con metodo ad organizzare i propri doveri, riservando dei momenti al relax.
Il nocciolo della questione, comunque, resta sempre lo stesso: cos’è il tempo? La risposta più plausibile è quella del filosofo o teologo romano Agostino d’Ippona che si chiede: “Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più”.
Ognuno dentro di sé, anche se in maniera confusionaria o senza avere una definizione precisa, sa cos’è il tempo, in questo caso manca la capacità di argomentare.
E tu, riesci a spiegarlo? ​​

By Monica Bosco

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